DONNE E GIOIELLI: UN LEGAME ANCESTRALE

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Marzo è il mese dedicato alla figura femminile e ne vogliamo approfittare per parlare del legame che da sempre unisce donne e gioielli.



Nella maggior parte delle culture, i gioielli e i materiali preziosi hanno sempre avuto un ruolo particolare, indipendente dal loro valore economico e legato soprattutto a un’aura particolare, dettata dalla luminosità, dal loro fascino misterioso, che li rende incantevoli esattamente come la naturale femminilità di cui le donne fanno sfoggio.

Si tratta di una storia che affonda le sue origini in tempi antichissimi: all’inizio erano semplici monili fatti di ossa e artigli di animali, ma ben presto l’uomo ha imparato il valore di metalli e pietre, rendendo i gioielli una merce di scambio preziosa per i commercianti.

Le donne romane ed etrusche sono spesso raffigurate con bracciali, collane e spille preziose che arricchiscono abiti e acconciature a loro volta molto elaborati.
Gli elementi grafici più frequenti prendevano spunto dal mondo animale e vegetale, come le foglie di vite.
Volgendo lo sguardo un po’ più lontano, anche nelle terre dell’attuale Canada, le popolazioni Inuit si lasciavano sedurre dalle opalescenze della labradorite, ritenendo che queste pietra conservasse al suo interno le luci dell’aurora boreale.

Dal X al XV secolo, i gioielli sono realizzati in oro, con zaffiri, perle, vetro e smalto, come rappresentato dall’arte pittorica del tempo, che ci mostra donne con abiti sgargianti, velluti pesanti e collane ingombranti al collo. Dal XVI secolo, in pieno Rinascimento, il gioiello viene indossato anche dalle donne delle classi borghesi emergenti che esprimono tanto la loro ricchezza quanto la loro devozione religiosa con collane con maglie fitte di catene, pendenti, croci e medagliette votive.

Nel XVII secolo, specialmente sotto l’influenza di re Luigi XIV, sovrano di Francia, il gioiello diventa nuovamente il segno tangibile dell’appartenenza nobile di una donna. Dalle corone reali alle spille sui corsetti, le donne europee si esprimono anche attraverso i gioielli, adornati magari da ciondoli a forma di rosa e fiocchi, simboli per l’epoca della delicatezza del gentil sesso.

Con Napoleone i gioielli riflettono il fascino che l’Imperatore nutre per l’antica Grecia: ecco allora la moda dei pettini a forma di corona d’alloro, che le donne indossano tra i loro capelli.

Dal Settecento all’Ottocento i gioielli continueranno ad essere accessori solo per pochi ricchi, mentre nel Novecento, superato il periodo delle due guerre in cui la popolazione è chiamata a donare oro per partecipare allo sforzo bellico, il gioiello inizia ad essere più raffinato, assume forme astratte, a volte anche minimali.
Dagli anni Cinquanta il design ha assunto sempre più importanza nel mondo dell’arte orafa: dagli stilisti come Christian Dior e Coco Chanel agli artisti come Dalì e Picasso, dalle tendenze della moda più spregiudicata negli anni ’70 a quelle più sofisticate degli anni ’800.

Donne e gioielli: le più famose

Elisabetta I e le perle
Viene considerata una delle più importanti sovrane d’Inghilterra e aveva un passione sfrenata per le perle, al punto da acquistarne una sontuosa e lunghissima collana per circa 3000 sterline. Erano i primi del 1600.

Maria Antonietta e lo sfarzo che indignò un popolo
Il più famoso dei suoi gioielli era una splendida parure in diamanti, il cui elemento principale era un “piece de corps” montato dal gioielliere Leblanc. A causa dello sfarzo che ostentava mentre il popolo di Parigi moriva di fame, fu una delle personalità che più contribuirono a scatenare la Rivoluzione Francese.

Cleopatra e gli smeraldi
La bellezza non ha tempo. Cleopatra lo aveva capito bene: fervente sostenitrice degli smeraldi, la regina egizia, adorava questi gioielli tanto da infondere loro un’ulteriore allure di regalità che li ha accompagnati per secoli. Così viscerale l’amore per queste gemme, Cleopatra aveva l’abitudine di presentare ai dignitari in visita un dono particolare: una grande rappresentazione di sé, intagliata in grandi smeraldi.